SCAMBIAMO PASSIONI, MOMENTI, EMOZIONI, INSIEME AGLI AMICI: IL PROGETTO ADOLESCENTI

Insieme per sentirsi un po’ più grandi. Via da mamma e papà, per qualche ora, per mettersi in gioco insieme ai coetanei: accomunati dalla voglia di esplorare il mondo là fuori, sconosciuto, attraente, un mondo che incuriosisce e al tempo stesso fa un po’ paura. Sono gli adolescenti, protagonisti del progetto arrivato al terzo anno.

Ragazzi speciali in tutti i sensi. Speciali come i ragazzi con autismo e le loro inedite modalità di comunicare, di aprirsi al mondo, speciali come gli adolescenti di Lugagnano e la loro disponibilità, speciali come la loro amicizia, il legame forte creato, l’emozioni di uno scoprirsi, ascoltarsi, ritrovarsi vicini nel bisogno di aprirsi al mondo e in quel mix di timore e attrazione che caratterizza qualsiasi teenager. Pomeriggi, serate insieme, per condividere piccole grandi “avventure”, sotto la guida degli esperti. Ed è proprio Alberto Venturelli, psicologo che ha guidato il percorso insieme alla collega Francesca Silvestri, che ci fa il primo positivo resoconto: “Il mio bilancio è ottimo: abbiamo raccolto tanti frutti, dopo aver collaudato il progetto per due anni, il primo con il teatro, il secondo con attività diversificate come quest’anno. Questa volta abbiamo dato piena fiducia ai ragazzi, lasciando che proponessero loro le attività: ne sono nate delle ottime idee, dal pigiama-party al gelato, alla pizza, alla preparazione dei biscotti, ai giochi in scatola o con le carte… abbiamo chiuso in bellezza con la serata al cinema (preceduta da una prova in salone parrocchiale con tanto di pop corn preparati da noi!). Senza dimenticare due appuntamenti “di prestigio” come la partecipazione al Consiglio Comunale dei ragazzi e alla Gran Guardia in occasione della Settimana Blu per l’Autismo: “Esperienze indimenticabili… tutto è andato benissimo, oltre le aspettative: i ragazzi hanno partecipato sempre con entusiasmo, ciascuno naturalmente con le sue modalità, e anche gli inevitabili imprevisti sono stati gestiti al meglio, trovando insieme le soluzioni più adatte, sempre all’insegna della condivisione”. Alberto tiene a rimarcare proprio il valore di questa interazione: ”I ragazzi mi hanno sorpreso per come sono entrati in relazione l’un l’altro, trovando e sperimentando modi diversi per farlo… la cosa più bella è stata proprio sentire dire da uno di loro: Ho scoperto che con lui posso comunicare attraverso le parole, con lei con i gesti, con lui tramite le immagini, con lei tramite la musica… Una frase che esprime la consapevolezza di quanti diversi modi ci siano per entrare in contatto con l’altro, rendendo pienamente l’idea, il senso del nostro progetto: una bella conquista!”.

Traguardi preziosi come quelli raccontati da Grazia, mamma di Lavinia, che ringrazia Ants, gli psicologi e i ragazzi di Lugagnano per quella che definisce “un’iniziativa importantissima per mia figlia, che frequenta un CFP per ragazzi con disabilità e non ha quindi opportunità di relazionarsi con coetanei neurotipici. Un’esperienza preziosa per l’interazione-imitazione dei coetanei, per lo stimolo all’autonomia e a mettersi in gioco in varie attività”.

“Lavinia ha sempre mostrato il desiderio di andare verso l’altro – continua mamma Grazia – e fin dal primo incontro ha espresso gioia di partecipare e voglia di tornare: non mi sarei aspettata un entusiasmo così grande! Purtroppo abbiamo perso l’ultimo incontro, la serata al cinema… ma vorrà dire che ci rifaremo l’anno prossimo: non vediamo l’ora di ricominciare e Lavinia è già in prima fila!”.

Soddisfazione e voglia di ripartire dopo la pausa estiva, anche nelle parole di Francesca Silvestri: “E’ stato un successo: ognuno ha partecipato e mostrato entusiasmo, naturalmente con modalità e intensità diverse anche a seconda dei diversi tipi di attività, ma in generale è emersa da tutti una grande gioia di esserci, di condividere quei momenti”. Pronti a ripartire allora? “Certo, confermando la formula collaudata: sulla base di un percorso naturalmente studiato e definito prima, organizzeremo le varie attività senza schemi fissi, ascoltando le proposte che arrivano dagli adolescenti stessi”. Un gruppo affidabile, sottolinea la psicologa: “Si conoscono e lavorano benissimo insieme: io e Alberto fungiamo da mediatori e supervisori ma i ragazzi sono eccezionali nell’entrare in relazione con i loro coetanei speciali… hanno dimostrato anche quest’anno grande maturità, sensibilità, gioia di partecipare rinunciando ad un venerdì sera libero dopo gli impegni settimanali di studio… siamo orgogliosi di loro e possiamo dire di aver centrato in pieno uno degli obiettivi primari del progetto e cioè quello di formare persone, futuri adulti competenti in materia”.

Un grazie speciale a questi ragazzi, agli esperti e a tutta Ants Onlus lo dedica anche Cristina Bosio, mamma di Davide e Vicepresidente Ants, che fa una premessa: “Penso di poter affermare che gli autistici in generale mostrano disinteresse per le persone e l’ambiente circostante: nonostante questa chiusura apparente hanno bisogno di stare con gli altri, il mio Davide in particolare l’ha sempre manifestato moltissimo… si tratta di un’esigenza che però deve esser soddisfatta in maniera adeguata e strutturata. Il mondo delle relazioni per loro è fatto non tanto di parole quanto di piccoli gesti, sguardi, ascolto, imitazione e condivisione… Con loro l’interazione chiede un contesto facilitato.

Ecco, il progetto adolescenti, grazie al supporto di Francesca e Alberto, ponti indispensabili per creare l’ambiente adatto, e alla disponibilità dei ragazzi di Lugagnano, ha saputo creare questo contesto “ideale” che ha favorito scambi relazionali spontanei e soprattutto un ambiente dove si “sta bene“, dove ci si sente accolti per quello che si è… e allo stesso tempo si ha l’opportunità di stare con i coetanei e di sentirsi un po’ come loro: in fin dei conti i nostri ragazzi  hanno gli stessi conflitti, la stessa necessità di allontanarsi da casa che vivono i “normali” adolescenti!”.

Con queste emozionanti riflessioni, Cristina promuove l’esperienza: “Per Davide sono stati incontri sempre positivi e sereni: i ragazzi hanno saputo adattarsi alle sue singolari caratteristiche, ai suoi innocui rituali, a rispettare i suoi tempi e la sua forma comunicativa non aspettandosi nulla se non certe volte un sorriso o uno sguardo… Penso che per questi adolescenti tutto ciò non sia stato solo “regalare del tempo” ai nostri figli ma molto di più: si sono messi in ascolto, si sono messi in gioco lasciandosi formare e guidare… Vedere Davide partecipare sereno, accompagnato da loro, al concerto del 12 aprile, al Consiglio Comunale o a vedere un film al cinema insieme (seppur con molti intervalli!), beh è stato davvero ben oltre le mie aspettative! Aspetti critici? “Sinceramente non saprei… è un progetto che definirei una piccola perla… anzi, un ulteriore passo potrebbe essere quello di osare con una gita di un’intera giornata, calibrando bene la meta e le attività da proporre. Penso anche che questo progetto, se portato avanti e implementato, potrebbe tradursi in un aiuto per utilizzare quelle “stampelle” necessarie ai nostri figli speciali per non cadere nel tratto di strada difficile ma anche affascinante che è l’adolescenza, per non sentirsi soli in quel percorso: forse è un sogno, ma… sognare non costa nulla!

Ai sogni di Cristina si associa un altro genitore, Andrea Favari, papà di Arturo: “Sono d’accordo, questa iniziativa stessa dopotutto era un sogno: un obiettivo che inseguivamo da anni in Ants e che finalmente ha trovato un riscontro concreto. Proprio per questo credo vada coltivata, tutelata, se possibile potenziata”. Proprio per la validità di questo progetto, Andrea evidenzia alcuni punti critici su cui lavorare per poterlo migliorare, in vista del prossimo anno: “Sarebbe bellissimo poter dare maggior continuità alle iniziative, più frequenza agli incontri: questo aiuterebbe molto i nostri ragazzi ad affrontare al meglio le nuove attività e anche i piccoli imprevisti, che sappiamo possono metterli in difficoltà”. Questo potrebbe rassicurarli, rasserenarli, aiutarli a vivere al meglio queste occasioni di condivisione con i loro coetanei: “Opportunità fondamentali in ottica di integrazione, nostro obiettivo primario, ancor più importante se focalizzato sul locale come abbiamo voluto in questa iniziativa: avere degli amici che abitano vicino a me e che mi chiamano, mi coinvolgono, per fare delle cose insieme, il senso profondo del progetto è racchiuso anche qui”.

Sì, ma non solo. Il senso profondo è anche nel crederci, nel guardare avanti. Nel provarci: “Sempre e comunque!  – ribadisce Andrea. “Non smettere mai di fornire ai nostri ragazzi stampelle, come le ha chiamate Cristina, sostegni, ma anche esperienze, piccole grandi prove, qualche rischio perché no, tappe da raggiungere, insieme. Senza paura, senza arrendersi mai”. 

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