PROGETTO RUGBY, BUONA LA PRIMA: OTTIMI RISCONTRI PER IL PRIMO ANNO CON RUGBYTOTS

E’ giunto a conclusione con esiti decisamente positivi, il nuovo progetto dedicato al rugby: dopo alcuni incontri di formazione ha preso il via lo scorso novembre, presso la palestra messa a disposizione dalle scuole di Lugagnano con la collaborazione del Comune di Sona, questa iniziativa-pilota in cui Ants Onlus crede e su cui “scommette” molto. E i risultati, grazie agli amici del Rugbytots Verona guidati da coach Zanetti, alla psicologa Agnese Cadura, alla psicologa e psicoterapeuta Silvia Poiesi e a tutti i volontari, ci hanno dato pienamente ragione. Le conferme arrivano dalle voci degli stessi protagonisti: “I bimbi hanno fatto progressi enormi rispetto all’inizio” , racconta Agnese, “imparando a stare nel gruppo, accettandosi l’un l’altro, ad attendere il proprio turno, a seguire le regole, fino ad eseguire esercizi in autonomia: traguardi importantissimi per quanto riguarda l’autismo.

All’inizio c’è stata qualche difficoltà ad affrontare tanti stimoli diversi, superata pian piano fino a raggiungere risultati inattesi anche per noi. Così come per i genitori, entusiasti nel vedere i loro bimbi superare le paure iniziali e vederli andare volentieri, sempre più sereni, agli allenamenti. Esperienza da ripetere? “Assolutamente sì, proseguendo su questa strada… un suggerimento per fare ancora meglio potrebbe essere un maggior supporto da parte nostra e poi nuovi strumenti più funzionali: cerchiamo ad esempio un metodo alternativo alla classica agenda, più innovativo e stimolante, per proporre le varie attività in modo da dare prevedibilità… piccoli accorgimenti su basi già ottime per ripartire il prossimo anno!”.

Premesse ottime e obiettivi riconfermati, sottolinea Agnese: “Certo, ripartiamo perseguendo gli stessi intenti che quest’anno abbiamo pienamente centrato: creare opportunità di una maggior inclusione per questi bambini e al tempo stesso diffondere una cultura, fatta di buone prassi per l’autismo, trasmettendo agli allenatori e altri operatori del settore informazioni preziose su come approcciarsi a questi ragazzi”.

Bilancio positivo anche per la collega Silvia Poiesi: “Hanno partecipato tutti molto volentieri, sempre di più, una lezione dopo l’altra: bambini che inizialmente necessitavano della guida fisica per svolgere le diverse attività hanno fatto enormi progressi, fino ad arrivare in alcuni casi a svolgere autonomamente gli esercizi. Non meno importanti i passaggi di chi faticava anche solo ad entrare in palestra e a stare con i compagni, ma che alla fine del progetto si divertiva sul tappeto con gli altri bambini e svolgeva gli esercizi grazie alla presenza coinvolgente del coach identificato come ‘suo’ riferimento.

L’emozione più bella? “Tantissime, ma soprattutto una consapevolezza condivisa tra noi operatori alla fine di questo percorso. Ci siamo resi conto che, pur nella difficoltà di relazionarsi tipica dell’autismo, non avremmo raggiunto questi risultati se avessimo proposto le stesse attività a livello individuale: è stato possibile ottenere questi grandi progressi proprio coinvolgendo i bambini insieme, all’interno di una situazione di gruppo… e questo è straordinario. E’ stato importante poi poter condividere le nostre riflessioni con i genitori in occasione di un momento conclusivo dedicato a loro, e raccogliere in questa sede tutto l’entusiasmo e la sorpresa nel vedere come i propri bambini si siano lasciati coinvolgere in questa esperienza… già con la speranza che la proposta venga rinnovata per settembre”.

Pronta a ripartire anche Silvia l’anno prossimo, “con l’obiettivo di coinvolgere più bambini, di età diverse, e anche i genitori, invitandoli a partecipare attivamente alle lezioni: puntiamo a questo, per renderli più partecipi e per costruire con loro strategie e spunti di gioco che possano poi diventare spendibili anche nella quotidianità”.

Trapela entusiasmo anche dalle parole di Coach Andrea Zanetti: “Era la prima esperienza per noi con questi ragazzi e si è rivelata bellissima anche perché i risultati hanno superato ogni aspettativa… devo ammettere che all’inizio, dopo la preparazione fatta con le psicologhe, ero un po’ preoccupato! Invece i bambini hanno affrontato tutte le novità, rumori, suoni, confusione, in modo sorprendente. Consideriamo che il nostro è uno sport di squadra basato appunto sulla relazione, cosa difficile per i bambini con autismo: eppure hanno raggiunto traguardi incredibili, che ci hanno emozionato”. Tra le emozioni più belle, Zanetti cita “il passaggio di Noemi, l’anno prossimo al gruppo dei coetanei normodotati, ma anche gli straordinari passi avanti di Tobia, rispetto ai primi incontri”. Se è un’esperienza da ripetere? “Sicuramente, noi siamo pronti, anzi spero che l’anno prossimo si uniscano altri bambini perché credo sia un’opportunità preziosa: per noi, per loro e per le famiglie”.

Proprio due mamme si fanno un po’ portavoce di tutti i genitori. Isabella, mamma di Tobia, serena fin dall’inizio, ha visto superare le sue aspettative: “Timori iniziali? Non ne avevo a dir il vero, perché conosco il team che segue i bimbi anche in altri contesti e ne ho piena fiducia, ero tranquilla e sicura che sarebbe andato tutto bene… ma i risultati hanno superato le mie stesse aspettative! Le reazioni di Tobia non mi preoccupavano, anche perché è un bimbo adattabile, anzi gli piace uscire, cambiare contesti… però mi ha sorpreso per i grandi progressi fatti: all’inizio aveva un atteggiamento passivo, pian piano è diventato sempre più autonomo fino a cimentarsi da solo nei percorsi proposti! È stata per me una grande emozione vedere i suoi video e confrontarli con quelli iniziali”.

Mentre Laura, mamma di Noemi, ha visto dissolvere i dubbi iniziali: “Per noi era la prima esperienza con Ants e ci siamo trovati bene da subito, con il coach, gli psicologi e tutti i volontari, era un progetto nuovo anche per loro e ci hanno stupito per  la preparazione, la professionalità e… la pazienza con i nostri bambini. È stato molto utile, poi, il rapporto uno a uno con i bambini: un’attenzione in più, una rassicurazione molto preziosa anche per noi genitori. All’inizio c’era qualche timore, soprattutto da parte di mio marito, ma poi ci siamo ricreduti e lui per primo è rimasto piacevolmente sorpreso dei risultati: così grandi non ce li saremmo mai aspettati! Noemi si è divertita moltissimo, anzi ha mostrato una predisposizione particolare, tanto che le è stato proposto di unirsi a un gruppo di bambini normodotati… insomma questa avventura è stata anche un trampolino per avviarla verso un’attività più strutturata e complessa anche dal punto di vista della relazione con gli altri: un risultato che non ci saremmo mai aspettati, motivo per noi di soddisfazione e di incoraggiamento. Ma tutti i bambini hanno fatto enormi progressi: splendida esperienza, grazie a tutti”.

Un grazie cui si associano Silvia Perina e Federica Costa di Ants Onlus: “Ringraziamo di cuore gli amici del Rugbytots per la sensibilità, il sostegno e la passione dimostrati, così come le  psicologhe Agnese e Silvia che ci hanno accompagnato anche in questa avventura”. Tutti pronti allora a ripeterla, a ripartire: come si dice, buona la prima, bravi ragazzi.